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Image by kazuend

Digital detox

Tempo di digital detox. Per anni l’incubo peggiore è stato quello di finire in un luogo dove il cellulare non prendesse. Abbiamo inseguito i wifi per non sentirci tagliati fuori dal mondo e abbiamo provato un reale disagio all’idea di non poter controllare la mail. Abbiamo posticipato pazientemente il momento di lanciarci su un piatto goloso, per avere modo di fotografarlo e condividere l’immagine sui social. Era stato anche coniato il termine nomofobia («no mobile fobia») per indicare la paura di essere disconnessi. E adesso? Evidentemente tutto questo comincia a stancarci, tanto che, secondo gli esperti, è arrivato il momento della disintossicazione. Oggi il vero lusso non è più un resort che permette di essere connessi ovunque, più velocemente possibile. Al contrario, la vacanza esclusiva è diventata quella che offre soprattutto tempo «off» e cure per digital addicted. «Siamo al punto che la tech-addiction è pari alla dipendenza da fumo di una decina di anni fa, in cui si assisteva ad una iniziale riluttanza dei cittadini a riconoscerne gli effetti negativi sulla salute ma anche ad una presa di coscienza che è aumentata di anno in anno», spiegano gli esperti del Global Wellness Summit, che si è tenuto a Cesena. «Il mondo del wellness di lusso quindi si focalizza sempre di più su questo aspetto».

©2018 Antica Cascina del Medico di Carlalberto Aldrovandi

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